Samba

Samba

Titolo Originale: Samba
Nazione: Francia
Genere: Commedia
Durata: 118′
Anno: 2014

Regia: Olivier Nakache, Eric Toledano
Cast: Omar Sy, Charlotte Gainsbourg, Tahar Rahim, Issaka Sawadogo, Hélène Vincent, Christiane Millet, Jacqueline Jehanneuf, Liya Kebede.

Trama: Samba, un senegalese in Francia da dieci anni, colleziona lavori saltuari; Alice, invece, è una dirigente di livello superiore esaurita da un burn out. Mentre lui cerca con ogni mezzo di ottenere i documenti per rimanere in Francia, lei cerca di rigenerarsi attraverso un’associazione di volontariato. Entrambi stanno cercando di uscire dall’impasse quando le loro strade si incrociano e, tra umorismo e commozione, portano alla felicità. Fonte Trama  


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Critica: Dopo il successo di “Quasi amici”, la coppia di registi francesi Olivier Nakache ed Eric Toledano hanno riproposto lo stesso attore senegalese Omar Sy nel film SAMBA (2014), tratto dal romanzo Samba pour la France di Delphine Coulin, in un cast allargato a Tahir Rahim, Charlotte Gainsbourg, Izia Higelin, e con maggiori ambizioni nel contenuto. Troviamo infatti raccontati i problemi degli immigrati clandestini la difficoltà di ottenere o rinnovare un regolare permesso di soggiorno, le false identità che queste persone sono costrette ad assumere per non essere espulse, la frequentazione di centri di accoglienza e sostegno nelle fasi anche lunghe in cui su di loro incombe la minaccia dell’arresto o dell’espulsione. Samba è il nome di un immigrato senegalese in attesa di un permesso di soggiorno ormai scaduto, che viene licenziato da un grande albergo, che nell’incipit ci viene mostrato con le sue sale lussuose e festanti per poi passare alle cucine, dove lavorava con suo zio, e che rappresentano la vera realtà e anche la migliore, se si è stabili. Quest’omone, che si occupa di mandare il danaro a casa, deve ricorre a uno dei centri dove vengono seguite le loro pratiche con l’aiuto di volontari. Qui incontra Alice (Charlotte Gainsbourg in un ruolo meno drammatico del solito), provata da un grave stress per eccessivo impegno nel suo lavoro dirigenziale, in seguito al quale ha commesso un atto violento contro un dipendente e ora, in congedo dal lavoro, fa la volontaria. Borghese lei, proletario lui, i due sono all’opposto in quasi tutto, anche nel problema del lavoro che però in qualche modo li accomuna oltre una certa attrazione che lei si nega e lui non persegue abbastanza nei guai in cui si trova. Manu, l’amica che l’ha condotta in quel centro, ha invece una gioiosa familiarità con questi giovani, specie con Wilson (Tahar Rahim in un ruolo brillante quando non è comico). Samba e Wilson sono accomunati dal bisogno di lavorare, tutte le mattine all’alba fanno la fila per ottenere un qualsiasi lavoro anche il più rischioso e umile. Esilarante la performance di danza che Wilson (magrebino in realtà) offre alle impiegate stupite, mentre pulisce i vetri dall’esterno di un ufficio grattacielo, con Samba che soffre di vertigini…Da questa base il film procede con momenti di distensione, alternati a vicende che accentuano la precarietà degli immigrati e i pericoli che li circondano, anche tra di loro. Se Alice, con alti e bassi, tende a disgelarsi , i fatti poco fanno sperare che possa nascere un sentimento, che non sia solidarietà e voglia di aiutarsi. I personaggi restano chiusi nelle loro paure, egoismi e calcoli sui vantaggi che possono trarre da qualunque relazione umana. L’elemento sentimentale è frustrato e frustrante e lascia poco spazio alla fantasia, anche se Alice ogni tanto sfodera un sorriso. In fluidità di racconto, empatia e snodi narrativi il paragone con “Quasi amici” va evitato. L’opera manca di quella capacità d’invenzione, che avevamo trovato nell’altra: prevale più l’aspetto quasi documentaristico, che interessa ed è svolto in maniera educativa e con un fondo di ipocrisia buonista, ma l’operazione non è ben riuscita nemmeno sotto l’aspetto commerciale, almeno nel nostro paese