Ooops! Ho Perso l’arca…

Ooops! Ho perso l'arca...

Titolo Originale: Ooops! Noah is gone…
Nazione: Germania, Belgio, Lussemburgo, Irlanda
Genere: Animazione
Durata: 85′
Anno: 2014

Regia: Toby Genkel, Sean McCormack
Cast: Non Disponibile

Trama: Dave e il figlio Finny appartengono alla strana razza dei nestriani, animali goffi e buoni a nulla. Con l’arrivo del diluvio universale, Dave e Finny sperano di salire a bordo dell’arca di Noè con l’involontario aiuto del carnivoro Hazel e della figlia Leah. Per una serie di circostanze, quando l’arca salpa, Finny e Lean rimangono a terra e sono costretti a dover lottare per la sopravvivenza, con il livello dell’acqua che aumenta vorticosamente. Mentre nel frattempo i rispettivi genitori si prodigheranno affinché l’arca torni indietro, Finny e Leah si faranno nuovi amici, combatteranno i nemici e scopriranno qualcosa di molto importante per la specie dei nestriani. Fonte Trama  


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Critica: Coproduzione europea che vede coinvolta la tedesca Ulysses, già partecipe dei due film sulla renna Niko, Ooops! Ho perso l’arca… è una sorta di L’era glaciale dove all’arrivo del gelo si sostituisce la biblica inondazione. I protagonisti sono creature inventate: gli agili ma solitari felini “musoni”, gli innocui “nasocchioni” (per certi versi simili alle puzzole, ma senza scadere nello scatologico) e una coppia composta da un enorme lumacone obeso e da una sorta di mollusco. A quasi tutti loro la burocrazia animale ha rifiutato, senza spiegazione, l’accesso all’arca di Noè. È questo elemento a fare del film una metafora delle frontiere del nostro mondo, aperte ad alcuni ma spesso chiuse ai meno fortunati, che devono quindi ricorrere alla clandestinità o a metodi alternativi di fuga tra mille pericoli. Se sull’arca un nasocchione cerca di invertire la rotta della nave per tornare da suo figlio, questi attraversa un’odissea con un gruppo di riluttanti animali tenuto insieme dalla sua gentilezza e spesso salvato dalle sue abilità ingegneristiche. Spassosa la sequenza del doppio immaginario ammutinamento, prima inscenato come un videogame in 16 bit e poi come un gioco in soggettiva di ultima generazione. La tecnica non è quella delle grandi produzioni americane, ma il lieto fine vanta elementi sorprendenti e nel complesso siamo ben al di sopra dell’animazione digitale europea per famiglie.