Black Sea

Black Sea

Titolo Originale: Black Sea
Nazione: Gran Bretagna
Genere: Thriller
Durata: 115′
Anno: 2014

Regia: Kevin Macdonald
Cast: Jude Law, Scoot McNairy, Jodie Whittaker, Konstantin Khabenskiy, June Smith, Karl Davies, Daniel Ryan.

Trama: Il capitano di un sottomarino (Jude Law), dopo essere stato licenziato dalla società per cui lavora, mette insieme una squadra per andare a recuperare un tesoro sommerso che si dice essere perduto nelle profondità del Mar Nero. Non appena l’avidità e la disperazione prendono il controllo a bordo della nave, la crescente incertezza della missione spinge gli uomini della squadra a combattere l’uno contro l’altro per la propria sopravvivenza. Fonte Trama  


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Critica: Un thriller noir, ma NERO sul serio, proprio NERISSIMO. E soprattutto claustrofobico fino all’inverosimile, perchè per due ore tonde (a parte una decina di minuti) si svolge tutto all’interno di un sottomarino. Tuttavia -nonostante la location opprimente- non annoia neammeno per un secondo. E questo è dovuto ad un manipolo d’attori bravissimi (con in testa ovviamente il super Jude) e a una serie di meccanismi psicologici infallibili nell’intrigare lo spettatore. Infatti quel che affascina di più (oltre alla sfida estenuante tra l’uomo e la natura, rappresentata dalla Minaccia degli Abissi sempre incombente) è proprio la contrapposizione crescente tra i vari componenti di questo equipaggio (una decina di persone, che andranno via via calando di numero. come è facile intuire). I continui diverbi all’interno del sottomarino generano una tensione che si fa a tratti insostenibile. Davvero un bel filmone, rigoroso, coerente, sincero anche nell’evidenziare l’origine umile di quelle persone che non sono altro che poveri cristi che hanno perso il lavoro e vanno inseguendo un umanissimo sogno di riscatto. Ma, sia di fronte all’obbiettivo finale (un sacco di soldi, che fra poco spiegherò meglio) e davanti a presagi di morte (rimanere intrappolati in fondo al mare), ecco che esplodono gli istinti peggiori di ognuno ma anche qualche barlume di solidarietà (nei confronti in particolare di un ragazzino che si è aggiunto all’equipaggio all’ultimo minuto). Si parte da un gruppo di persone che si incontrano al pub (sono inglesi non a caso) per affogare nell’alcool i dispiaceri di vite malandate e che fanno una bella “pensata”. Quella di organizzare una spedizione negli abissi marini ultilizzando un sommergibile per recuperare un favoloso tesoro in lingotti che giace nei fondali de Mar Nero, lontano da tutto e da tutti. L’equipaggio è una squadra assai assortita di russi e di inglesi, ciascuno evidentemente non esattamente un damerino, anzi ognuno coi connotati e con lo spirito sgamato di chi ha nella vita ne ha combinate (e subìte) di ogni. In particolare il “capo” Jude Law, che è reduce da una vita veramente di merda che ha visto coincidere un licenziamento in tronco con l’abbandono da parte della moglie e dei piccoli figli. Sfigato totale, dunque e perciò più che mai attaccato al sogno di cambiare il verso alla propria esistenza grazie a quei lingotti che se ne stanno là in fondo al mare. Quel che accade dentro al sottomarino è troppo lungo da raccontare e poi rovinerebbe il piacere della visione, ma una cosa la voglio dire. Nella seconda parte del film, quando la situazione precipita e la tensione è massima, viene a galla una verità assolutamente inaspettata che rovescia ogni convinzione dello spettatore, un colpo di scena in piena regola che mette in discussione ciò che si era visto nelle sequenze iniziali. Complimenti dunque alla sceneggiatura di Dennis Kelly e alla direzione sapiente del regista Kevin McDonald, il quale sa manovrare in modo eccellente i meccanismi che generano tensione. Ma soprattutto complimenti ad un cast composto di volti azzeccatissimi (da segnalare un fantastico Ben Mendelsohn) su cui ovviamente emerge potente un Jude Law davvero straordinario. Il vecchio Jude è ancora un attore coi controcazzi, con quegli occhi che illuminano ogni scena e fanno quasi dimenticare la sua inarrestabile calvizie. Tra quel cane di Vin Diesel e la mega-giostra dei Super Eroi, ecco una valida alternativa. Un Mare Nero un Mare Nero un Mare Ne.(scusate ma non ho resistito).